Così in una inaspettata nostalgia adolescenziale sono passato da "the music of the primes" di Sautoy a "I turbamenti del giovane Torless" di Musil.
Che bella prosa i classici.
Ti cambiano il respiro.
Nel frattempo sempre giovane e innamorato mi rendo conto della prigone civile che apre le sue sbarre e ancora mi chiedo se morire da vivo o vivere da morto.
In sè la risposta sarebbe facile.
Vedremo.
D'altra parte i morti viventi mi hanno accolto con sospetto e benevolenza.
Fingermi come loro mi sta aiutando a preservare una personalità di riserva.
Niente a che vedere coi killer. Poveri idioti quelli.
No,io mi mantengo per rimanere liberabile.
Il primo problema ora sono i soldi,il secondo l'estate.
Sento un'ombra sul collo.
E un alito pesantino.
Una soluzione ci sarebbe e altre ne sto trovando ma è davvero un peccato che anche stavolta le cose siano andate all'opposto di come dovevano.
Ora bisogna parlare e spiegarsi e speriamo che la gente capisca.
Amarmi anche.